La struttura si trova poco fuori città, in mezzo a centri commerciali e ai margini della zona industriale, ma ha un aspetto abbastanza rassicurante. Sa di nuovo, di pulito, c'è un giardino interno, dalle finestre si vedono scampoli di colline e sembra mediamente accogliente.
Per arrivare nella camera di Anna percorriamo alcuni corridoi e attraversiamo la sala "ritrovo" dove una decina di uomini e donne (per lo più sulla sedia a rotelle) se ne stanno in silenzio, immersi nei loro pensieri. Una sola signora, in un angolo fa un solitario con le carte.
Anna è contenta di vederci. E' molto coraggiosa e sempre su di morale. Le manca la casa e mi chiede dei miei mici che adora e che saluta sempre dal suo balcone.
Ci racconta come trascorre queste lunghe insolite giornate. Io le chiedo se va mai nella sala "ritrovo", con le altre persone.
E lei: "No, non ci vado mai. Sai, a me non piace la confusione..."
Sorrido e in cuor mio le auguro di poter tornare presto a casa.
Anche Mimì e Lola saranno contenti, a modo loro, di rivederla.








Sera del 31 dicembre. Cena organizzata in campagna con una trentina di persone.