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Utente: bloggatto
In origine ero io, Mimì (gatto maschio). Poi è arrivata Lola (gatta femmina). Poi piano piano la nostra umana ci ha spodestato trovando il coraggio di dire qualcosa di più di quello che la sua timidezza di solito consente...

Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti o che non hanno mai inciampato.
A loro non si è svelata la bellezza della vita.

B. Pasternak
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mercoledì, 28 gennaio 2009
Oggi pomeriggio ho accompagnato una vicina di casa ultraottantenne a trovare un'altra vicina ultraottantenne ricoverata da qualche settimana in una casa per anziani in seguito ad un grosso intervento che l'ha resa temporaneamente non autosufficiente.

La struttura si trova poco fuori città, in mezzo a centri commerciali e ai margini della zona industriale, ma ha un aspetto abbastanza rassicurante. Sa di nuovo, di pulito, c'è un giardino interno, dalle finestre si vedono scampoli di colline e sembra mediamente accogliente.

Per arrivare nella camera di Anna percorriamo alcuni corridoi e attraversiamo la sala "ritrovo" dove una decina di uomini e donne (per lo più sulla sedia a rotelle) se ne stanno in silenzio, immersi nei loro pensieri. Una sola signora, in un angolo fa un solitario con le carte.

Anna è contenta di vederci. E' molto coraggiosa e sempre su di morale. Le manca la casa e mi chiede dei miei mici che adora e che saluta sempre dal suo balcone.

Ci racconta come trascorre queste lunghe insolite giornate. Io le chiedo se va mai nella sala "ritrovo", con le altre persone.

E lei: "No, non ci vado mai. Sai, a me non piace la confusione..."

Sorrido e in cuor mio le auguro di poter tornare presto a casa.
Anche Mimì e Lola saranno contenti, a modo loro, di rivederla.
postato da: bloggatto alle ore 18:48 | Link | commenti (18)
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sabato, 17 gennaio 2009
(un tipo conosciuto da poco, siamo più o meno alla terza domanda)


Lui: "Scusa ma dovrei chiederti una cosa. Quanto pesi?"

Io
: ?????

(sto per obiettare che il peso non mi sembra un elemento determinante in una conversazione online quando...)

Lui: Perché sai, io ho un certo targHet...

(immediatamente decido che anche io ho devo avere il mio targ(H)et e che lui è il primo a non farne parte)

Io: Ah! Allora non ti faccio perdere tempo. ..... Però "target" si scrive senza la H...

Lui: ehm..., sì è la pronuncia.


Meglio qualche chilo in più e un po' di idiozia in meno!
postato da: bloggatto alle ore 09:48 | Link | commenti (27)
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martedì, 13 gennaio 2009
Poiché sono una tipa ligia al dovere, questa sera non riuscirei a dormire sonni tranquilli, senza assolvere al compito affidatomi da PapereTree. Ecco quindi le mie (banalissime e confuse) risposte...


*ADESSO*

sono: ottimista

voglio: viaggiare

desidero: un amore

sento: un po’ freddo (lo so è veramente poco poetico…)

cerco: di essere più ordinata e meno rompiballe

piango: abbastanza spesso

dovrei: studiare


* SI O NO*

tieni un diario: no

ti piace cucinare: sì (e sono anche bravina)

hai un segreto che non conosce nessuno: SI (però i miei non durano mai a lungo)

ti mangi le unghie: no (ma le taglio spessissimo)

credi nell'amore:

ti vorresti sposare: già fatto; una seconda volta non è fondamentale

ti sei mai tatuata: no

ti fai delle paranoie sulla tua salute?: no.

ti senti bene in compagnia dei tuoi genitori?: sì, a dosi non eccessive

ti piacciono le tempeste?: se sono al sicuro sì. Il vento forte mi inquieta però


* SE FOSSI *

se fossi un mese sarei: agosto

se fossi una stagione sarei: estate

se fossi un giorno della settimana sarei: sabato

se fossi un vino sarei: rosso

se fossi un colore sarei: rosso

se fossi un numero sarei: boh (“x” vale?)

se fossi un albero sarei: gelso

se fossi un frutto sarei: non saprei proprio

se fossi un fiore sarei: girasole

se fossi un animale sarei: pesce

se fossi una calzatura sarei: infradito

se fossi un capo di abbigliamento sarei: costume

se fossi una materia prima sarei: questa poi…

se fossi un mobile sarei: poltrona

se fossi uno sport sarei: nuoto


* NELL’ULTIMA SETTIMANA *

hai pianto?:

hai aiutato qualcuno?:

hai comprato qualcosa?:

ti sei ammalata?: no

sei andata al cinema?:

sei andata al ristorante?:

hai scritto una lettera?: no (email sì, però)

hai parlato col tuo ex?: no

ti è mancato qualcuno?:

hai abbracciato qualcuno?: no (purtroppo)

hai litigato con i tuoi genitori?: no

hai litigato con un amico?: no (per fortuna)

 

postato da: bloggatto alle ore 19:39 | Link | commenti (14)
categoria:sciocchezze, curiosità
venerdì, 09 gennaio 2009
Ogni tanto mi capita di ripensare (con un po' di nostalgia) ai tempi che trascorrevo in campagna da mia nonna (praticamente, per anni, tutti i fine settimana, buona parte delle estati, tutte le vacanze di natale e di pasqua).

Ripenso anche a tante cose che ho avuto la fortuna di vedere, che fanno parte di tradizioni ormai perse e che cerco di mantenere vive almeno nel ricordo.

La casa di mia nonna, oramai disabitata e sostituita da una più sicura e confortevole, era una casa senza riscaldamento. D'inverno si viveva intorno al camino (vera fonte si socializzazione) e il letto si scaldava con il prete.

Per anni non c'è stato nemmeno il telefono. Le comunicazioni con i vicini si facevano armandosi di buona volontà ed andando di casa in casa. Quelle con le persone più lontane, andando al posto di telefono pubblico. Praticamente a casa di due signore che avevano un telefono a scatti. Ogni telefonata era anche un'occasione per scambiare due chiacchiere anche con loro.

A dicembre poi c'era il rito dell'uccisione del maiale, rito crudele ma necessario nell'economia contadina. Mi ricordo che la mattina presto si sentivano le urla delle povere bestie che venivano trascinate fuori dai loro ricoveri e probabilmente immaginavano già la loro fine. Una volta uccise venivano appese ad una scala a testa in giù e venivano aperte. Una volta, un uomo, osservando il maiale squartato ha detto di aver sentito dire che all'interno il maiale è molto simile all'uomo.
Il giorno dopo si faceva la pista e, a lavoro finito, si mangiavano le prime carni cotte sul fuoco.

D'estate un'altra festa importante era quella battitura e, come di tradizione si mangiavano i maccheroni e l'oca arrosto.

Un ricordo molto lontano e molto caro, è di una sera, quando, appena arrivate per trascorrere a casa sua il fine settimana, mia nonna ha preso me e mia sorella per mano e ci ha portato in una fattoria vicina a vedere i maialini appena nati.

Mi ricordo poi la stalla e la paura che avevo ad entrare perché le mucche mi sembravano enormi. Ho un'immagine sfocata di quando salivo sul biroccio e mi ricordo bene invece di quando l'uomo di casa si è ammalato e quindi è stato necessario vendere l'ultima mucca rimasta perché nessuno poteva più occuparsene. Quando sono venuti a portarla via mia nonna è rimasta a guardare sull'aia mentre il carro si allontanava e capivo che era triste perché era un pezzo della sua vita di contadina che se ne andava.

Mia nonna è stata una donna forte e tenace. Vorrei avere io la metà della grinta che ha avuto lei: giovane vedova di guerra, ha cresciuto, in tempi difficili un figlio da sola, riuscendolo a farlo studiare e a garantirgli un futuro. Rude di carattere, non era facile starle vicino ma è stata sicuramente una donna in gamba.
Che, nella sfortuna, ha avuto l'opportunità di crescere in un posto bello come questo.

        
postato da: bloggatto alle ore 16:24 | Link | commenti (23)
categoria:ricordi
venerdì, 02 gennaio 2009
Sera del 31 dicembre. Cena organizzata in campagna con una trentina di persone.

All'arrivo troviamo due belle tavole apparecchiate con i posti già assegnati:

un tavolo per le donne e i bambini, uno per gli uomini.

Che sia iniziato un processo di islamizzazione?
postato da: bloggatto alle ore 09:12 | Link | commenti (26)
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